Quando l’inclusione migliora il business.

Sono sempre di più le aziende che oggi adottano al loro interno politiche di Diversity Management, ovvero tutte quelle pratiche volte a migliorare la razionalizzazione delle risorse e a valorizzare la diversità all’interno dell’ambiente lavorativo.

La diversità, infatti, non viene più vista come un ostacolo o un elemento disgregante, ma come un vero e proprio punto di forza. Che sia diversità di genere o d’età, di origini etniche e di cultura, di orientamento sessuale o di abilità, tutto contribuisce a incrementare la dialettica e il confronto che sfocia spesso in una maggiore creatività, grazie alla possibilità di sfruttare diversi punti di vista.

Le strategie attuate, ottimizzando le risorse già presenti all’interno delle organizzazioni, permettono di massimizzare le diverse competenze del team di lavoro, che in questo modo seppur eterogeneo, funzionerà meglio perché più organizzato.

In Italia sono molte le aziende che già da decenni si sono mosse per creare un ambiente di lavoro che rispetti le diversità e valorizzi i dipendenti in base al loro talento, evitando ogni tipo di discriminazione. Abbiamo esempi di aziende che estendono il congedo matrimoniale anche alle coppie omosessuali, come anche viene loro concesso di beneficiare del congedo parentale qualora adottino un bambino.

Abbracciare una politica di Diversity Management porta a numerosi vantaggi: un primo fondamentale punto è sicuramente caratterizzato dall’importanza della questione etica e dal rafforzamento dei valori culturali all’interno dell’organizzazione; inoltre i dipendenti che vengono supportati e compresi nelle loro esigenze, sentendosi liberi di esprimere la loro diversità, saranno più a loro agio e lavoreranno meglio; anche l’immagine aziendale ne trae vantaggio e di conseguenza il business; l’azienda avrà poi una maggiore capacità di attrarre personale qualificato.

Stefania Bleve